Ad Angera riemerge la memoria di un grande cantiere archeologico universitario: apre la mostra “L’Archivio Angera. Memorie dal Cantiere Archeologico Universitario”

Ad Angera (VA) riemerge la memoria di un grande cantiere archeologico universitario: dal 10 maggio al 6 settembre 2026 il Civico Museo Archeologico di Angera, in Via Marconi 2, ospita la mostra “L’Archivio Angera. Memorie dal Cantiere Archeologico Universitario”, nata dalla collaborazione tra Università degli Studi di Milano e il Comune di Angera. L’esposizione restituisce al pubblico il patrimonio documentario dell’Archivio Angera e insieme il racconto di oltre un decennio di ricerche condotte tra il 1975 e il 1986 dalle Università di Milano e Pavia sul vicus romano di Angera e sul territorio del Basso Verbano.

Curata dal Emanuele E. Intagliata e da Anna Bernardoni, con la collaborazione di Chiara Ariosto, Marco Tamborini e Luigi Innocenti, la mostra nasce da un lavoro di recupero, riordino e valorizzazione di un fondo di straordinario interesse scientifico e umano, oggi conservato presso la Sezione di Archeologia del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano. Fotografie, diapositive, giornali di scavo, taccuini, schizzi, schede, inventari, relazioni e documenti originali raccontano non solo le scoperte archeologiche, ma anche i metodi, la quotidianità del cantiere e il contributo di studenti, ricercatori e docenti.

Il percorso espositivo ricostruisce una stagione decisiva per gli studi archeologici del Basso Verbano: dalle indagini sulla necropoli romana alle ricerche sull’abitato antico, fino alla documentazione della vita di scavo e del ruolo formativo che Angera ebbe per generazioni di archeologi. In questo quadro, l’Archivio Angera si rivela non come semplice raccolta di materiali, ma come memoria viva di un’esperienza scientifica che ha contribuito in modo determinante alla conoscenza della storia antica del territorio e che oggi, grazie a un progetto in corso di riordino e digitalizzazione, torna ad alimentare nuove ricerche e nuove forme di restituzione pubblica.

La mostra sarà inaugurata domenica 10 maggio 2026 alle ore 16.00 presso il Civico Museo Archeologico di Angera. In occasione dell’apertura, Emanuele E. Intagliata e Anna Bernardoni presenteranno il progetto espositivo; Marco Tamborini della Società Storica Varesina ricorderà il ruolo svolto dall’Associazione Storico Archeologica “Mario Bertolone” nelle ricerche sulla necropoli romana di Angera, che aprirono la strada alle successive indagini della Statale; Roberto Mella ripercorrerà il meticoloso lavoro di documentazione grafica degli scavi e dei reperti rinvenuti, confluiti nelle pubblicazioni curate da Gemma Sena Chiesa e Maria Paola Lavizzari Pedrazzini che ancora oggi costituiscono un punto di partenza imprescindibile per chi si avvicina all’archeologia del territorio; l’archeologa Gabriella Tassinari, infine, offrirà un ricordo personale degli scavi e dei loro protagonisti, richiamando il contributo fondamentale delle indagini angeresi per l’archeologia del comprensorio del Ticino-Verbano e, più in generale, del Nord Italia. Seguirà visita guidata alla mostra tenuta dai curatori con il supporto delle studentesse dell’Università degli Studi di Milano Chiara Ariosto e Chiara Pavone. La partecipazione all’inaugurazione è gratuita su prenotazione all’indirizzo prenotazioniangera@gmail.com

Con “L’Archivio Angera. Memorie dal Cantiere Archeologico Universitario”, l’Università degli Studi di Milano rinnova il proprio impegno nella valorizzazione della ricerca, riportando alla luce una memoria scientifica condivisa e restituendola al territorio, alle istituzioni culturali e alla comunità come bene pubblico. A quarant’anni dalla conclusione di quella stagione di scavi, l’Università degli Studi di Milano è inoltre tornata a indagare il territorio del Basso Verbano con le recenti ricerche all’Oratorio di San Vincenzo a Sesto Calende, riallacciando il filo di una presenza scientifica che continua a generare conoscenza, tutela e valorizzazione.

La mostra resterà visitabile fino al 6 settembre il giovedì dalle 10.00 alle 13.00 e sabato e domenica dalle 14.30 alle 18.30.

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